La maleducazione dei “Messaggeri”

Sono una delle poche voci fuori dal coro, in tantissime discussioni, anche qui su Linkedin.

Io non ritengo un esempio di educazione rispondere a qualsiasi testo ricevuto, che sia in email o sui vari Messenger.

Io parto da un altro concetto: se non abbiamo prima instaurato un solido rapporto lavorativo, una relazione che vada oltre il Lei o non ci siamo mai incontrati di persona, io non mi sento obbligata a risponderti. Punto.

Veniamo a degli esempi concreti:

Email

Tu sei un venditore e mi mandi un’ email a freddo dove mi proponi di leggere X allegati del tuo prodotto: cestinato in 3 secondi se non mi interessa, nessuna risposta.

Spiegazione: ogni giorno un incompetente si alza e manda miriadi di email a sconosciuti pensando di vendere e offendendosi pure se il ricevente non lo degna di attenzione.

Soluzione: dovete cambiare lavoro e io vi aiuterò incoraggiando la vostra dipartita dal mondo del commerciale.

Whatsapp

Qui ammetto che molte volte mi ci stavo giocando il pancreas.

Se nell’esempio precedente, l’email a freddo con un testo generico e per lo più volto al maschile, tipo Egregio Direttore, mi urta ma vabbè, se mi inviano un Whatsapp a freddo, il fastidio si trasforma in ira.

Ma tanto eh, perché proprio non capisco come tu ti possa arrogare il diritto di procurarti per vie traverse il mio cellulare, di essertelo memorizzato e poi di aprire la schermata della chat e digitare un ” buongiorno, è interessato a sviluppare il mercato edilizia del Congo? Mi contatti subito a questo numero “.

Aspettate, non è finito.

Se leggi il messaggio e non rispondi perché impegnata a tirare anatemi in ogni lingua, quello ha pure il coraggio di mandarti “???”

Ora, facciamo a capirci.

Io arrivo dalla generazione della Bic, della gommapane e dello sbianchetto.

Io mi sono sporcata le mani e sbavato il foglio, nel vero senso della parola, essendo mancina.

Io mi sono costruita vent’anni di carriera sui “No, grazie” detti in faccia dai clienti.

Io ho camminato con una cartina in mano per città sconosciute e consumato almeno 300 paia di scarpe, guidato per 6000 km a settimana, preso aerei e treni, anche solo per un “Le farò sapere”.

Io ho venduto in lingua italiana, francese e inglese.

E tu credi che comprandoti uno smartphone e scaricando un software, tu possa ottenere gli stessi risultati?

Tu davvero credi che il venditore possa definirsi tale lavorando da remoto, da casa in pigiama mentre guardi Mattino in famiglia?

Poveretto, finirai pure tu nel tritacarne delle partita iva che sopravvivono con mille euro scarsi al mese che tanto valeva facessi lo sportellista alle Poste Italiane.

E che tu faccia parte di questa incomprensibile generazione di lettere digitate su un touchscreen, a me non interessa, tu sei vuoi vendere a me, se lo vuoi veramente eh, tu devi parlarmi, convincermi, persuadermi, sedurmi, altrimenti sciò, potrai avere il prodotto più appetibile sul mercato ma per me sei out.

E non sono tenuta AFFATTO a rispondere al tuo messaggio, ovunque tu decida di mandarmelo.

Una vendita inizia con un desiderio, un profumo, una risata, un’empatia, non con una conferma di avvenuta lettura.

Ricordatevi sempre ciò che Lecter diceva a Clarice ne “Il silenzio degli innocenti” per spiegarle come funzionasse il desiderio:

Hannibal Lecter: Prima regola Clarice: semplicità. Leggi Marco Aurelio, di ogni singola cosa chiedi che cos’è in sé, qual è la sua natura. Che cosa fa quest’uomo che cerchi?

Clarice Starling: Uccide le donne.

Hannibal Lecter: No, questo è accidentale. Qul è la prima, la principale cosa che fa? Uccidendo che bisogni soddisfa?

Clarice Starling: Rabbia… Essere accettato socialmente… Frustazione sessuale signore…

Hannibal Lecter: No. Desidera. Questo è nella sua natura. E come cominciamo a desiderare Clarice? Cerchiamo fuori le cose da desiderare? Fai uno sforzo prima di rispondere.

Clarice Starling: No, solo che…

Hannibal Lecter: Il desiderio nasce da quello che osserviamo ogni giorno, i tuoi occhi non cercano fuori le cose che vuoi?

Ora chiedetevi: stamattina ho creato del desiderio nei miei clienti?

Se la risposta è no, fatevi due domande.

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