La nostra vita, il nostro girovita.

Una si sveglia e si trova nella inbox questa email: liposuzione, oggi anche tu puoi finalmente liberarti del peso in eccesso, sconti fino al 50%.

Siamo diventati corpi da macello, ti infilano un ago e si portano via tutto il tuo passato.

Il gelato di cui ti sei riempita fino a scoppiare per sentire meno il dolore di un addio.
La pasta col sugo a lenta cottura che tua madre ti ha amorevolmente cucinato per prendersi cura di te.
La brioche ripiena con cui ti sporcavi fino alle guance la mattina al bar coi colleghi.
Le pizze che ti sei mangiata con le amiche nelle sere in cui avevi bisogno di qualche sorriso in più.
Le torte profumate di limone che tua nonna ti dava sempre da portare a casa.
Le pastine al semolino per tuo figlio, assaggiate e riassaggiate 100 volte.
La rucola incastrata nell’incisivo di cui ti sei vergognata a morte ma che poi ti ha fatto ridere per anni.
Le cene a lume di candela, per cui hai passato ore a prepararti arrivandoci col cuore in gola e l’emozione nelle mani.
Le caramelle sgranocchiate mentre camminavi con le cuffie in testa sforzandoti di dimenticare, di non pensare.
I cocktails nei bicchieri alzati colmi di speranza ad ogni un nuovo inizio.
I popcorn e le bibite rovesciate nei cinema d’inverno.
La focaccia ancora calda che ti hanno portato fuori dall’ufficio.
La scatola di cioccolatini lasciata furtivamente fuori dalla tua porta con un biglietto “perdonami”.
Il tuo piatto preferito cucinato sempre, fino a fartelo odiare.

Ma davvero saremmo più belle senza tutto questo “peso” addosso?

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Comunque andare…

Questa è la storia di Lucia, un nome inventato perché non voglio assolutamente che la protagonista sia facilmente riconoscibile.
Ma sono certa che Lucia, già dalle prime righe, capirà che è proprio di lei che sto parlando.
Premessa: lo faccio con un unico scopo, quello di dirle quanto io sia felice ed orgogliosa per lei.
Difficilmente io mi ritrovo ad essere complice di una donna così, tra un po’ capirete anche il perché.
Lucia entra nella mia vita per il fidanzato che da adesso in poi, chiamerò Gustavo (strano nome che mi è venuto è? Non così frequente e che ha anche in sé un verbo imperfetto).
Quei collegamenti che ti si creano quando qualcuno vicino a te, vuole che anche la sua vita privata goda dei suoi stessi piaceri o successi.
Quindi, Lucia per me è quella che in Linkedin verrebbe denominata contatto di secondo livello.
E ciò accade perché il fidanzato è davvero innamorato di lei, ne parla continuamente, la elogia, ne è fiero davvero.
Qualsiasi cosa che Lucia faccia, pur banale che sia, lui alza il telefono e la riempie di complimenti.
“Sai lei ama sentire che io le sia vicino anche in queste piccole cose”.
Io e Gustavo in effetti gestivamo progetti un po’ più grandi ma questa sua attenzione verso di lei mi trasmetteva tutta la voglia di rendere felice quella ragazza, carina e per niente vistosa.
Ammetto che all’inizio capivo poco questo suo apparire sempre acqua e sapone, mi dava l’idea di una donna poco attenta alla sua persona, coglievo a volte della scialberia nel suo abbinare codino arruffato a sciarpona tracotante giallo canarino.
Ma non dissi mai nulla a Gustavo, restavo ad ascoltarlo mentre parlava di lei come se fosse la più bella delle principesse.
Dopo pochi anni arrivò il loro matrimonio, Gustavo sfoggiava con estremo orgoglio l’anello nuziale e gli anni passavano con Lucia sempre a fior di labbra.
Poi qualcosa si ruppe.
Gli argomenti cambiarono e di Lucia rimasero solo brevi accenni a questioni di routine, come il mutuo da rispettare a fine mese e le incombenze da svolgere, quale spesa grossa di inizio mese e pranzo dai parenti.
Lui iniziò a presentarsi diverso, dimagrito e tonificato.
Lei continuò ad indossare sciarpone e cappellini tricot.
Lui cominciò ad essere assente più spesso, lei pubblicava foto con scritto sotto ” Gustavo mi manchi, torna a casa presto”.
Per varie vicissitudini, perdo i contatti con Gustavo e dopo un paio di mesi, mi richiama.
Galvanizzato, energico e rideva per nulla.
“Ahia, gli dico”.
Pareva aspettare da me solo quello.
Eccola, lei.
Lei che lo rende felice, lei che lo riempie di attenzioni, lei che lo fa sentire giovane e desiderato, lei che è sposata come lui.
Gli dico, testuali parole, “stai facendo un’enorme cazzata”.
Ma lui non sente ragioni, che vuoi che ne sappia io del vero amore, di quello che ti strappi i vestiti ancora in macchina.
Forse ha ragione lui, ma io so di quell’altro amore, quello coltivato anno per anno, quello che ti fa parlare di una vestita sgualcita come della più bella delle principesse.
Vuole dire tutto a Lucia, così farà l’altra lei col marito.
La mia mancata approvazione mi fa escludere dai momenti felici di Gustavo.
Chi vive queste follie, non ama qualcuno che lo riporti coi piedi per terra.
Da questo punto della storia in poi, posso solo osservare i loro Facebook.
Vedo lui togliere le foto di lei e sostituirle con le sue da solo.
Vedo lei continuare a scrivere mi manchi sotto ad ogni sua foto.
Capisco che lei non vuole capire, capisco che lui ancora non si senta di sfasciare tutto.
Poi la catastrofe.
Lei che mette foto buie, tristi, frasi che toccano il cuore come si fa quando hai in te un forte dolore che ti mangia lo stomaco.
E dopo poco, un nuovo inizio.
Posso solo presumere, poco interessa se lei ha scoperto o lui ammesso, che lei abbia perdonato.
O meglio, che lei voglia comunque lottare, dare un senso a quel passato così ingombrante per essere buttato via al primo inciampo.
Posso giudicare, lo faccio spesso.
Ma con Lucia no, son certa che lei abbia davvero speso le sue ultime energie nel dimenticare il dolore e nel continuare ad amarlo.
Lui dopo poco però, pare riaffezionarsi all’apparire solo, a non mostrare Lucia come qualcuno di importante nella sua vita.
Ma lei imperterrita, continua a tenerlo dentro, a mostrarlo al mondo, a caricare le foto delle loro vacanze, dei loro momenti felici.
Quasi volesse convincere più se stessa che gli altri e anche se lui evita di metterle o commentarle, quelle foto potranno dire il contrario.
Fino a oggi.
Oggi Lucia ha caricato una foto davvero bella, la più bella che abbia mai visto.
Lei sola coi capelli legati velocemente, l’aria sbarazzina ed un sorriso scoppiato all’improvviso.
Lei sola, mai fatto.
Lei sorridente davvero, non per obbligo.
Lei con le braccia a penzoloni da una ringhiera come a dire “va beh, ho perso ma ora basta”.
E poi scoppia a ridere.
Ci sono voluti anni, ma ha vinto perdendo.
Avevo ragione io tanti anni fa: una così Gustavo non la troverai mai più.
E aveva ragione lui: Lucia è davvero bella.