Host Management da 110 e lode 

Quando la carriera accademica si schianta contro la realtà.

L’altro giorno noto che mi sono localizzata in 313 luoghi differenti negli ultimi anni.

A questi luoghi, più o meno, corrispondono soggiorni in hotel.

Ho ormai accumulato tanti di quei punti in tripadvisor che potrei essere tranquillamente nominata loro Ceo ad honorem.

Comunque, non lascio quasi mai recensioni agli hotel, un po’ per pigrizia un po’ perché si sa, le recensioni scritte sono quasi sempre negative.

Se ti trovi bene, trovi un hotel ben gestito ed un buon rapporto prezzo/qualità al massimo lasci un punteggio senza commenti.

E così ho fatto una settimana fa con un hotel a Foiano della Chiana in cui ho soggiornato a fine settembre.
Ho lasciato blank nei commenti e ho attribuito buono con una media del 7.5.

Ricordatevi questo score.

Tranquilla, dopo aver cliccato invia, sono tornata alla mia vita normale.

Stamattina alle 8 mi arriva un’email dalla direzione di quell’hotel.

Faccio una premessa: in quell’hotel sono arrivata alle 10 di sera dopo aver fatto velocemente la prenotazione col cellulare 20 minuti prima in funzione “localizza l’hotel più vicino”.

È un terno al lotto lo so, ma avevo tutto scarico, era tardi e mi stavo perdendo nelle campagne toscane, incantevoli per carità, ma teatro di episodi poco piacevoli fino a qualche decennio fa.

Quando stai messa così, anche una branda alla Caritas andrebbe bene.

Tempo 5 minuti dal pagamento, mi chiama una ragazza dell’hotel.

Soliti convenevoli del caso, mi avvisa che la reception chiuderà alle 22.00.

Va bene, affretterò il passo.

Mi avvisa pure che l’hotel si trova in pieno centro storico, sotto il campanile di quel paesino sperduto di 1000 anime.

Va bene, mi piglierò una multa.

Aggiunge anche di parcheggiare accanto alla porta di entrata della Chiesa che tanto la Messa si celebrerà solo alle 10 del mattino successivo.

Va bene, però c’era scritto che era dotato di parcheggio.
Il tempo di concludere la telefonata di avvisi e arrivo davanti al campanile, arrampicandomi su stradine larghe quanto un girello e schivando anziani toscani dalla bestemmia facile.

Bel posto medioevale, un cameo antico nello scenario moderno, nulla da dire se vuoi scappare dallo smog e della civiltà.

Certo, non il massimo per me che viaggio per lavoro e prediligo hotel con reception h24, parcheggio comodo e rapidità di collegamento con le principali autostrade.

Infatti appena entro mi viene spiegato che si tratta di un hotel ricavato da un vecchio convento.

Camere a tema, storie importanti dietro ad ogni camera e gestione famigliare da decenni.

Tutto molto interessante e spiegato per filo e per segno da questa ragazza, se non fosse che sono stanca morta e a lei, a quanto pare, interessa poco.

È una ragazza ‘strana’, lo capisco subito.

Molto preparata, troppo azzarderei.

Ci tiene a creare un rapporto con me mentre io ci terrei molto a dormire.

Non contenta dei suoi 15 minuti di pappardella, mi accompagna in camera e mi spiega il tema che mi ha riservato: un famoso compositore lirico che pare abbia soggiornato proprio in quella matrimoniale.

Al primo accenno di vita del compositore, le chiudo la porta in faccia.

Capisco tutto, ma la zelante alle 11 di sera dopo 700 km no, il Big Ben ha detto stop.

Mi affretto ad infilarmi a letto, sormontata da un quadro gigante del compositore con sotto un lumino che rendeva il tutto un po’ inquietante, quando mi scappa l’occhio sulla scrivania.

È un papiro di 5 pagine che spiega come questa ragazza che si sta per laureare in Host Management ( accoglienza ospiti) vorrebbe che IO compilassi, all’incirca 70 “veloci” domande per aiutarla nella sua tesi.

Preferisco di gran lunga che l’anima del compositore mi tiri i piedi di notte e mi faccia lievitare per tutte le colline toscane piuttosto che passare insonne la notte a rispondere “velocemente”.

Ve lo dicevo che era strana, invece era solo indottrinata.

La mattina scendo a fare colazione e me la ritrovo sempre lì: pronta a spiegarmi gli ingredienti del croissant e la vista che si può godere addentando un pane nero croccante fatto solo con ingredienti a km zero.

Fantastico davvero, ma mollami.

Sei brava, mi ha commosso, sarai l’orgoglio di mamma e papà ma ora stai 10 minuti zitta!

Mangio pizze surgelate e addensanti come se fossero Galatine e la vista mi fa pensare a 20 minuti persi prima di arrivare in A1.

Non glielo avessi detto che mi trovavo di passaggio per lavoro, non mi fossi dichiarata totalmente atea e non mi fossi presentata sola alle 10 di sera dicendo “voglio solo dormire” ci potrebbe stare.

Ma io ho le mie amiche, non me ne servono altre.

Ho le mie idee in merito a posti incantati e piacevoli soggiorni.

Saluto il compositore e la Manager dell’accudimento clienti e riparto.

Dimenticata l’esperienza, mi arriva la Sua email.

C’è rimasta male perché ho dato un voto sufficiente.

Non la manda giù che non le ho dato Il 110 con lode.

Mi ha addirittura scritto questo:
Buongiorno, grazie per aver scelto il nostro Hotel.

Abbiamo ricevuto il punteggio che lei gentilmente ci ha valutato. Al fine di capire le nostre possibili mancanze, le chiedo cortesemente di poter spiegare il perché di un punteggio sufficiente da noi difficilmente ricevuto. Le è stata data una matrimoniale che forse non e stata di suo gradimento e ci dispiace molto pensavamo di farle cosa gradita. L’Hotel come già spiegato è un vecchio convento del 1.400 e le camere erano le antiche celle dei frati, quindi riadattate nei limiti del possibile, visto che essendoci le belle arti non si potevano far diventare tutte delle suite.

Le auguro comunque una buona giornata Spero di riaverla come opsite ( vedi che la veemenza ti frega? N.d.a.) presso di noi da poter cosi rimediare. Cordiali Saluti La direzione.
Ma te non stai bene eh….

Sei una stalker, non una guest manager.

Ti ho dato 7,5, ma dimmi te se mi devi cazziare!!

E secondo te, io ci torno pure?

Così oltre alla pappardella che a te piace ripetere e al questionario velocissimo che a te serve, la prossima volta mi tieni in piedi alla reception un’ora per farmi la ramanzina di persona?

Piuttosto la branda alla Caritas con accanto il vasino per la notte.
Che io povera donnina di periferia, abituata ai vecchi atenei dove ti veniva insegnato che la comunicazione fosse sì basilare ma mai da diventare ossessione, dove fior fiore di docenti ti invitavano più ad ascoltare gli altri che te stessa, dove la favella era importante ma l’occhio e l’elaborazione delle reazioni fisiche del ricevente alle tue parole dovevano prevaricare sul corrotto pensiero di ciò che per te fosse il meglio e tante altre bazzecole che paiono non interessare più a nessuno insegnare, rimango esterefatta da come una che dovrebbe diventare il meglio sul mercato per noi ospiti, non allaccia manco la scarpa destra ad un vecchio gestore di hotel romagnolo.
Smettetela di studiare come automi che prima forse avevamo troppi ignoranti ma almeno erano simpatici!

Ora parete degli sbruffoni, dei signori so tutto io quando in realtà, non sapete un millesimo di come si faccia questo o altri lavori, perché noto che la generazione di neolaureati abbia un velato piglio dell’essere ormai arrivati, come se fossimo noi a dover imparare da loro e magari solo perché loro hanno fatto il Master col nome inglese pagato coi soldi del papà muratore.

Quindi, di logica, senza il muratore che si spacca la schiena e sgancia il grano, tu saresti il signor nessuno, ti sia chiaro eh.
Tornate a fare le stagioni in Riviera, tornate a lavorare gratis da chi quel lavoro l’ha imparato davvero, sfamando famiglie per anni e soprattutto, non imparate a gestire un cliente in una fredda aula accademica senza aver mai fatto nemmeno una bancarella dei vostri giochi usati sulla strada di casa.

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