Erano 4 amiche al bar….

Tutti hanno dei problemi, il mio è che mi piace parlare degli altri, perché sono gli altri che amano parlare di sé.
Mi è bastato un semplice aperitivo tra amiche per portarmi a casa i racconti di quattro diverse tipologie di donne.
Sono fortunata, con 4 euro di aperitivo e un po’ di pazienza, potrei scrivere un romanzo e farci soldi a palate.
In sintesi, ho diviso il mio tavolo con:

la bella che non balla perché incontra solo immaturi, egoisti, feticisti, megalomani,egocentrici, casanova, bigami e chi più ne ha più ne metta.
Mentre per ognuno di essi snocciola particolari raccapriccianti, riceve due messaggi carini e premurosi da un collega e sbuffa “il solito rompiballe”.
Non posso darle torto, là fuori è pieno di stronzi, ma non di quel tipo che scopri coll’andare del tempo, è pieno di quelli che io definisco “eclatanti” quelli che si presentano dicendoti letteralmente “ciao mi chiamo X e sono stronzo”.
Perché almeno una volta, quando la caccia era un po’ più difficile, erano costretti a fingersi nonna per potersi pappare Cappuccetto Rosso, ma visti i tempi e visto che Cappuccetto parrebbe da subito più intenzionata ad entrare nel letto col lupo che con la nonna, possono persino permettersi il lusso di agire indisturbati da predatori veri e propri.
Vogliamo mettere l’ipotesi che tu non sia proprio un tipo perspicace? Va bene, ti concedo 48 ore, ma non di più.
Se poi non te ne vuoi accorgere o più probabile, sei schizofrenica e senti vocine che dentro di te ti convincano del contrario, allora è un altro discorso.
D’altro canto, anche questi stronzi hanno il diritto di avere una vita sociale nell’ecosistema umano.
E di solito, in cattività, si accoppiano con quelle che quando ricevono dei messaggi da uno non stronzo, sbuffano e lo chiamano rompipalle. Rendo l’idea?

Quella fidanzata che dice “il mio lui non mi ascolta mai”…e sinceramente se parli solo di borse, trucco, shatush e unghie ricostruite con anulare di colore differente, come dargli torto?
Dovresti fidanzarti con la tua estetista secondo me, avreste molto in comune e di certo argomenti di cui parlare per anni.

La donnina realizzata in casa che vorrebbe a tutti i costi convincerci che la vita posata ha il suo perché e la sua felicità; dopo mezz’ora di racconti non ho ben capito se realmente volesse convincere me o se stessa.
Intuisco che l’essere circondata da donne che non sanno manco l’Abc della torta alla meringa possa destabilizzarti, ma non è che siamo ad un simposio tra uomini dove vince chi ce l’ha più lungo, rilassati e prendi fiato.
Avrai detto “eppure io sono felice così” una sessantina di volte… cosa devo fare, iniziare a piangere e ad abbracciarti forte per farti capire che ti credo?
.
La separata da un anno che ” io mai risposarmi” e subito dopo, inizia a raccontare che ha incontrato uno, così per caso, in una chat, così per caso e che è uscita con lui per un drink, così per caso e dopo si sono rivisti altre tre volte, sempre per caso ma nulla di serio e che questo tizio sarebbe comunque, solo per parlare eh, un ottimo pseudo padre perché lo ha detto anche suo fratello, sempre scherzando, che lei gli ha fatto conoscere per caso passando da casa sua ma è ovvio che non vuole nemmeno pensarci anche perché sarebbe un casino: cioè chi dei due dovrebbe lasciare la propria casa e trasferirsi dall’altro?
Al che, ti domandi se così per caso, sia veramente importante che una donna sostenga di non volersi più sposare quando in verità, non c’è nessuno che glielo richiederà mai.

Infine c’è lei, quella forte e aggressiva, la versione in gonnella dell’uomo che non deve chiedere mai, quella che al cameriere non chiede uno Spritz, lo ordina nel senso letterale del temine perché gli uomini non vanno trattati come pari, vanno presi ed usati, mica ci si deve perdere tempo o lacrime.

La vedi sghignazzare ad ogni racconto che preveda un minimo cedimento della propria dignità svenduta e scuotere la testa per ogni falla femminile che dia terreno fertile ad un miserabile uomo.

Peccato che poi ti accorgi che questa donna tutta d’un pezzo stia passando le due ore di aperitivo con gli occhi incollati al cellulare, illuminando il display con cadenza maniacale, sperando che lui le risponda ad un laconico “Ciao” inviato 10 ore prima.

Cosa ovviamente non accaduta e che comunque, a lei non interessa.

E poi ci sono io, quella che a domanda” E a te come va? risponde solo “Bene grazie” perché quando stai veramente bene, non devi raccontare i cazzi tuoi a nessuno.

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