Meritarsi davvero un figlio

Che voi siate pro o contro la procreazione assistita, la fecondazione artificiale o l’utero in affitto non importa, quello che è certo è che se si ha un utero attivo e sano, si è liberi di farci quello che più aggrada.
Per esempio, si può decidere di fare figli con qualsiasi uomo ti si pari davanti, anche fregandolo un po’, fa niente se poi lui non lo vorrà mai persino conoscere.
Si può anche sfornare dieci figli con dieci uomini diversi, farli poi crescere con altrettanti compagni, magari che se ne freghino pure.
Si può anche liberamente scegliere di lasciarli in mano al proprio ex quando il week end frequenta una ballerina di night oppure mollarli ai nonni intere estati per passare un bella vacanza in compagnia di amiche a Formentera e impegnarsi nella ricerca di altrettanti pseudo donatori di sperma per altrettanti procreazioni seguite dall’otto rovesciato.
E perché no, scegliere di lasciarli appena nati in qualche orfanotrofio o persino di non vederli neppure in faccia interrompendo la loro vita prima ancora che sia iniziata.
Insomma, l’utero sano ed attivo è una bella fortuna, ti permette di essere madre se vuoi, se non vuoi, esserlo a metà o esserlo malissimo.
Al contrario ahimè, se Madre Natura non ti ha dato in sorte quel marchingegno o te lo ha concesso difettoso, tutti potranno dire la loro: lo Stato, la gente, il parroco, gli assistenti sociali, i pedagoghi, gli studiosi dell’età evolutiva e persino la tua vicina zitella di 85 anni.

Tutti potranno analizzarti e verificare a priori se tu sarai o meno una buona madre, se la tua famiglia può essere considerata tale e sarà in grado di far crescere decentemente un bambino.
Soprattutto, tutti potranno dire se tu meriti o meno di averne uno.
Non so, mi piacerebbe molto che questo tipo di Inquisizione venisse poi applicata a tutti i generi di futuri genitori, anche a chi meccanicamente è abilitato per fare figli.
Due si presentano col certificato di fertilità davanti ai giudici e iniziano un percorso di valutazione venendo sottoposti ad un po’ di domande tipo:
Voi avete una formazione socio culturale che vi permetterà di far crescere vostro figlio in un contesto stimolante e epurato da qualsiasi trauma?
Voi darete una vera e sana famiglia al figlio che nascerà, oggi come domani?
Voi sarete in grado di provvedere economicamente a vostro figlio fino al termine degli studi universitari?
Voi vi dimostrerete delle persone stabili psicologicamente ed emotivamente pronte ad affrontare un percorso di iter educativo che vi vedrà privarvi di tutta la vostra indipendenza e vi farà compiere enormi sacrifici solo per il bene di vostro figlio?
Voi terrete un comportamento dignitoso e sarete un esempio di rettitudine per tutta la sua vita?

Credo che se ciò avvenisse, metà di voi e me compresa, non saremmo oggi qua a scrivere cazzate su Facebook.

E’ dall’inizio dei tempi che l’utero riveste un’importanza fondamentale, da lì parte la vita certo, ma se ci pensate bene, l’utero non è altro che un organo cavo posto sopra un orifizio, oserei paragonarlo ad una bocca: prima di aprire qualsiasi orifizio, che voi siate uomini, donne, con utero attivo o meno, bisognerebbe sempre e comunque collegare il cervello.

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