Facebook come entità a sé stante

Assisto all’ennesima discussione sterile: facebook rovina i rapporti.
E mentre queste parlano, mi immagino Facebook come un essere senziente, capace di intendere e di volere. Lo vedo vestito da Mefistofele, con un’ascia in mano, pronto a troncare rapporti decennali con un ghigno malefico.
Eppure sta storia non mi quadra: in 7 anni di iscrizione qui, non ho mai visto un passivo decadimento degli iscritti, nessun plagio mentale tipo Scientology.
Quello che ho visto qui è ben diverso. Ho visto persone che hanno usato questo strumento per iniziare una ricerca spasmodica di relazioni veloci e frugali, mandare messaggi nascosti e squallidi per accalappiare la scollata tettona di turno.
Ho visto gente con la fede al dito, chattare di notte nascosto in bagno, lamentarsi con estranei delle mancanze più private come se si aprissero al loro migliore amico.
Ho visto donne cercare compagni di chat pronti a inondarle di complimenti, accontentarsi di sentirsi belle e amate da estranei piuttosto che affrontare i problemi faccia a faccia col marito. Come se l’importante fosse solo sentirsi amate e non amare.
E vedere poi che quel rapporto da favola, fatto di alambicchi e leccamenti vari, divenisse invece l’ennesima relazione extraconiugale da primo pomeriggio due volte al mese.
Che squallore, se penso che un’estranea sapesse tutto di me, delle mie nevrosi, dei miei litigi, del mio girare trasandata in casa o della mia depressione post parto.
E che tristezza, constatare che allo stesso modo, molti mariti passano da impotenti o descritti come poveri disgraziati che il godimento di una donna non sanno nemmeno da dove comincia.

Anni di rapporto svenduti in messaggi fugaci senza nemmeno dare la possibilità di replica, spiattellare una vita insieme al primo che arriva per raggiungere un fine individuale: portarsi a letto qualcuno .
Questo per me è il vero tradimento, il vero schifo a cui assisto: sputtanare i propri compagni per crearsi un alibi, per sentirsi giustificati mentre si varca la soglia di un Motel di periferia, come a dire “ci hanno costretto loro!”.

Non è colpa di Facebook se siete degli stronzi incapaci di prendervi le vostre responsabilità, sarete pure abili affabulatori in grado di costruirvi un castello fatto di giustificazioni e di moratorie etiche, ma come persone rimanete solo dei grandi codardi.

Io e Groupon non abbiamo futuro

Parliamo un po’ di Groupon.
L’avete mai provato? Io sì, ottimi prezzi nulla da dire, ma preparatevi a questi due piccolissimi inconvenienti.
Mi regalano un coupon all’Oasi del relax, 3 trattamenti viso del valore di 240 euro, costo effettivo 39 euro.
Il testo dell’inserzione dice che ti accoglierà con le sue estetiste pronte a soddisfare ogni tuo desiderio e capriccio e potrai finalmente sentirti coccolata e rilassata.
Entra anche tu nel mondo incantato del nostro centro.

Telefonata iniziale : Maggio 2014 – il centro…
Io: Pronto? Sì buongiorno, ho acquistato un vostro coupon su Groupon.
Lei Ah….( non lo sapevi? L’hanno fatto a tua insaputa? Ti hanno obbligato prendendo in ostaggio la tua famiglia?)
E quale pacchetto ha acquistato?
Io: quello dei 3 trattamenti
Lei Ah…( eccola qui la geisha che mi coccolerà e mi farà sentire amata!)
Io: quando posso venire?
Lei: dipende, noi riserviamo solo un giorno a settimana a QUELLI (detto tipo barboni, pezzenti.. ecco) che hanno il coupon
Io: va bene…che giorno sarebbe quello dedicato ai morti di fame?
Lei: il giovedì alle 8..
Io: ok, se non posso fare altro, verrò giovedì prossimo alle otto…
Lei: non credo proprio, abbiamo una fila di richieste, il primo giovedì libero è il 25 settembre
Io : ammazza, prima non si riesce?
Lei: scusi ma con quel prezzo che pretendeva pure di venire domani?
Io: ma mi scusi la curiosità, col fatto di pagarlo poco, c’é compreso anche il senso di colpa che mi deve addossare per tutti e tre i trattamenti o dopo il primo, posso pure rilassarmi?
Lei: sa quanta gente mi chiama per questi coupon? Io devo anche lavorare qui…
Io: va bene, ci vediamo a settembre.
Lei: guardi che se non viene e non chiama almeno 48 ore prima per disdire, comunque le viene conteggiato un trattamento.
Io: se sarò ancora in vita tra 4 mesi la chiamo non si preoccupi.

Primo appuntamento: 25 settembre ore 8.00 – l’adunata
L’Oasi del relax non è altro che uno sgabuzzino interrato coi poster scrostati alle pareti e tende divisorie al posto delle porte.
Più che un’oasi sembra un ghetto, mettici pure che stiamo davanti alla porta con in mano tutte il foglietto di Groupon, mi attendevo da un momento all’altro che qualcuno mi cucisse una croce a sei punte sul giubbetto…
Io: buongiorno sono Elena Massetti, avevo un appuntamento
Lei: ah sì prego si accomodi.
Mi sdraio e inizia la pulizia del viso.
Durata del trattamento rilassante 30 minuti.
Durata del cercarmi di vendermi tutto il negozio: 28 minuti, gli ultimi due minuti che avanzano mi sono finta morta.

Esco con mal di testa e sacchetto contenente:
2 lozioni formato famiglia di tonico alle alghe di Guam
1 crema energizzante all’Aloe vera
1 maschera ai fanghi del Mar Morto
1 deodorante per ascelle ritardante della crescita peli post ceretta
1 pietra pomice svizzera per la pedicure
1 tisana purificante all’ortica.

Feedback Coupon: la prossima volta regalatemi un centro tavola.
3 Trattamenti viso 39 euro.
Prodotti appioppati: 165 euro.
Non so se giovedì prossimo, mi convenga portare il libretto degli assegni o addirittura farmi accompagnare dal notaio per il rogito della casa…
Comunque è un bel risparmio, niente da dire….

Anni di relazioni sbagliate riassunti in poche righe

Donne, non comprate libri costosi per capire gli uomini, ve li riassumo io in due righe:
O è bianco ed è l’abito da sposa.
O è nero ed è un négligé.
Punto, le sfumature sono solo elementi inseriti dalle donne masochiste per rendere più complicato un apparato cerebrale che invece lavora benissimo a sistema numerico binario.

L’influenza e la Tv nostrana

Due ore in compagnia della Panicucci e ti vien voglia di uscire e sbaciucchiare il primo extracomunitario che incontri sfidando pure l’ebola piuttosto che rimanere chiusa in casa un altro giorno…
Ma come fate a vedere ste cose?
Da queste due ore, vi estraggo i momenti salienti:
1) sono tutte fighe, persino la donna seduta vicino all’uscita delle studio, quella di cui inquadrano solo i piedi. Ora io mi immagino una casalinga che rassetta casa e passa tre ore guardando alla tv solo fighe mentre lei assomiglia più al mocio vileda che ha in mano. Ovvio che poi siete depresse, sembran tutte scese da una passerella! Voi dovete guardare i programmi intelligenti, tipo Report dove la Gabannelli è già tanto se si lava i capelli, che ora con gli occhiali pare ancora più vecchia.
Così sì che guardandovi la vostra ritenzione idrica e le occhiaie vi sentirete meglio.
2) La Panicucci ha lo stesso fascio di luce in faccia che usavano per la Gruber a otto e mezzo e mi chiedo come possa non essere ancora diventata cieca dopo anni di trasmissione.
3) Elena Ceste di che se ne dica, era una grande porcona con un bagaglio di esperienza sessuale che io manco a 75 anni raggiungerò mai. Pace all’anima sua, ma cacchio, se li portava dappertutto sti amanti: in casa, dietro al supermercato, sulle rive del fiume; Tuttocittà mica le conosce tutte ste vie…Ora capisco quando dicono delle donne è una tutta casa e chiesa ..insomma, era il tragitto che la fregava…
4) Chi è l’ospite della puntata? Il nobel per pace? No, la Chiabotto ..che fa appena inquadrata dalla telecamera? L’occhiolino..no dico, sei scema?
Era da un po’ che non la vedevo e sinceramente non mi struggevo al pensiero di cosa avesse fatto nel mentre…
Titolo: vizi e virtù della Chiabotto..boh, sta suspence interrotta dalla pubblicità mi fa presumere che ci sia uno scoop pauroso, che dovrà confessarci il terzo segreto di Fatima….ed invece la Panicucci inanella una serie di domande che manco a Carmen di Pietro mi sarei aspettata…Ma a chi cazzo interessa se si sposerà o meno e dove, cosa le piace mangiare, come mai si è tagliata i capelli e il fatto che ora conduce una trasmissione dal titolo so glam so you? Ma perché non continui a fare le pubblicità, dici due paroline a memoria, strizzi l’occhio appunto e provi a campare fino a 40 anni senza dover per forza sembrare un tipo interessante? D’altronde, come sosteneva Einstein, è inutile valutare un pesce per come si arrampica su un albero e quindi di riflesso, è ingiusto esporre questo appendino sorridente, caruccia eh niente da dire, al giudizio delle persone per cosa dice, ovvio che sembrerà ancora più scema. Le sceme non hanno una vita interessante da raccontare, ecco perché in tv le si espone, mica le si intervista. Il corpo bello alle tipe interessanti non serve, semmai è una plus valenza piacevole.
4) È arrivata l’ora delle ricette: mi raccomando, niente grassi quindi strudel di verdure…stanno a cucinare 4 ore verdure al vapore, poco caloriche, senza condimento e poi si strafogano a mezzanotte di Nutella…ma fatevi un bel piatto di pasta all’amatriciana e mettetevi l’anima in pace che tanto cucinando non si dimagrisce mai. Vuoi dimagrire o vuoi un miracolo? Ecco se vuoi un miracolo, prendi la Madonnina che ti han portato da Lourdes e ingurgitati tutta d’un fiato l’acquetta stagnante che c’é dentro e poi prega, ma tanto eh, fosse mai che ti arrivi un attacco di dissenteria e un paio di kili te li levi pure.
5) la pubblicità è di uno scadente incredibile: kit fai da te per rimpiantarsi denti caduti a casa, babbucce in pelo finto di foca e Magalli che invita a comprarsi riproduzioni di monete finte, paventando la loro collezione come un lauto guadagno futuro. A parte il contenuto poco interessante, trattano gli spettatori della mattina e ovviamente, di questo programma, come pezzenti in cerca d’acquisti tanto quanto farebbero 4 bolscevichi rimpatriati per malaria….
Ora è finito, c’è Forum…resisterò in casa fino a vedere la D’Urso?

I buonisti del caso Cucchi

Il reato non sussiste per insufficienza di prove.
Con chi bisogna prendersela?
Coi giudici dell’appello che non potendo avere la prova regina dell’avvenuto pestaggio da parte degli agenti, li scagionano?
Coi medici che non distinguono un morto per fame da uno con le costole fracassate?
Con Cucchi che se non avesse avuto una vita squinternata, quella notte non sarebbe stato in quel parco?
Coi familiari di Cucchi che avrebbero dovuto tenerci prima anziché combattere per lui da morto?
Con i giudici dell’udienza preliminare che non hanno visto un morto che cammina?
Con gli investigatori che non hanno saputo o voluto produrre prove a carico degli imputati?
Con gli scaltri avvocati degli agenti, pronti a fare spallucce e a gridare non ci sono prove?
Coi testimoni delle celle accanto, presenti quella notte, che non hanno saputo essere convincenti poiché subito tacciati come poveri derelitti sociali?
Con i bravi avvocati dei medici che hanno convinto la corte della maldestra diagnosi causata da un drogato che ha portato caos in reparto?
Con i cavilli legali del nostro codice penale che tendono sempre a proteggere un quasi colpevole piuttosto che mettere in galera un non innocente?
Con la magistratura ed il suo immenso potere di decidere l’anno prima che sei colpevole grazie alle prove ed il successivo dichiararti innocente?

Sarà, ma queste vicende ultimamente mi mettono una tristezza addosso, perchè prende sempre più corpo la certezza che in questa società nessuno dichiari più la propria responsabilità, nessuno dica più la verità, nessuno parli più in assenza del suo avvocato e nessuno tocchi Caino con augurio di pace all’anima di Abele, chiunque in fondo a queste storie sia uno o l’altro.
Intanto c’è un ragazzo morto su un lettino d’autopsia, immortalato da una foto con il volto tumefatto ed il corpo scarnificato, divorato da una vita sbagliata o solo sfortunata, vittima di un sistema che emargina, ancor prima dei processi e delle tattiche difensive, chiunque nella vita inciampi in scelte sbagliate. Una società che ora grida allo scandalo, ma che se incontrasse oggi un Cucchi per strada, lo scanserebbe come un appestato, allontanandosi velocemente e lasciandolo lì al suo destino.
Che brividi ad immaginarsi un drogato che ti abbraccia, magari strafatto e pure puzzolente, uno che poi saresti il primo a segnalare alla polizia se si aggirasse sotto casa tua, perché sai, di sicuro spaccia, lascia siringhe, può diventare violento e mina la mia tranquilla vita borghese.
E poi, come per magia, tutti bravi ad innalzare totem commemorativi quando muore, a strapparsi le vesti e a correre in sua difesa quando non rappresenta più un problema, a trasformare queste vicende sempre con un velo di fazione politica giusto per strumentalizzare anche questa morte e fare di tutta l’erba un fascio.
Ed è così, zizzagando tra il retrogusto amaro di una morte ingiusta e la pacata colpevolezza di chi se l’è cercata, che la gente preferisce guardare l’epilogo di una triste storia, leggere il finale saltando a piè pari la prefazione per togliersi senza remore ogni responsabilità civile e comportamentale.
In fondo di Cucchi da vivo e di tutti i Cucchi oggi in qualche parco, non gliene frega una beata minchia a nessuno. L’importante è tenerli vivi da qualche parte, lontani, ma vivi.

Whatsapp e la tanto temuta spunta blu

Whatsapp spunta blu: conferma di lettura.

Sapete perché ormai tutti i vari Messanger vi danno la conferma di lettura?
Per farvi capire che la gente NON VUOLE RISPONDERVI, non per poterla accusare di aver letto e di non aver nemmeno risposto.
La conferma di lettura, tradotto in parole semplici significa “ok, mi hai scritto, ho letto e non me ne frega una beata minchia”
Vi stanno dicendo “ora sai che ha letto, non ti ha risposto? Scrivi a qualcun altro!”
Smettetela di seguire questi motivatori da bancarella abusiva che vi spronano a provarci sempre e comunque, è un’emerita cazzata, non è così che raggiungerete il Nirvana, il Nobel per la testardaggine o sarete ricambiati; se non vi rispondono significa che non gliene frega nulla di interagire con voi. È così difficile da digerire?
Non vi trasformate in stalker multimediali inviando messaggi su messaggi solo per collezionare prove di lettura, che poi, che ve ne fate?
Non ve ne basta una di non risposta?
Ora avete un’arma in più visto che con alcuni pare che l’ovvietà non basti più : legge e non mi risponde, quindi chiuso, kaputt, morta lì, the end, giù il sipario o vi serve anche un disegnino?
Ed è fantastico poi chi invia un secondo messaggio con scritto “perché non rispondi?” Ma secondo voi, perché non vi rispondono?
Quale bugia preferite? Mancanza di tempo, batteria scarica, connessione internet assente, rapimento dagli alieni, furto del cellulare, clonazione di scheda sim, invio di risposta sperso nell’etere…prendetene una a caso, tanto ci crederete perché si sa, ci volete credere…
Costringete le persone a mentirvi per la vostra idiozia, siete dei rompiballe e manco ve ne rendete conto.
Meglio eclissarsi con classe che insistere stupidamente, meglio non essere ritenuti interessanti che essere schivati come la peste bubbonica.

Si inizia col rubare un ombrello e si finisce in motel

Il mondo si divide in due categorie di persone: chi lascia l’ombrello fuori dai negozi e lo ritrova e chi come me, lo porta dentro grondando acqua come Noè.
Perché io col ciufolo che lo lascio lì, visto che quando l’ho fatto, non l’ho mai ritrovato.
Persino un orrendo promozionale dell’Algida, praticamente un ombrellone da spiaggia rosso e giallo con su un cornetto gigante, che mi vergognerei solo a pensare di rubarlo un affare del genere io.
Niente cispato pure quello.
Che ce ne vuole di coraggio ad allontanarsi con l’ombrello di un altro come se niente fosse.
Ma d’altronde, rifletto tra me e me in coda alla cassa, c’è chi proprio in questo momento, si fa il marito di un’altra in qualche sperduto motel di periferia, chi chatta di nascosto col moroso della migliore amica o chi infrange un contratto lavorativo per rivendere sottobanco a 4 soldi in più.
Insomma è tutto un appropriarsi dei beni altrui, con una nonchalance che in effetti un ombrello pare poca cosa al confronto.
Perché la gente frega il prossimo convinta di farla sempre franca e poi messa davanti all’evidenza, tradisce un certo stupore, come a dire “non dovevi scoprirlo, adesso mi metti in imbarazzo”.
Eh già, incredibile seppur vero, il disagio moderno è l’essere scoperti più che l’agire sapendo di stare sbagliando.
A volte credo che per molti ci vorrebbe una bella lezione, chessò, una moglie che irrompe nel motel proprio sul più bello, un marito che rincasa prima del dovuto o uno che si mette ad urlare in mezzo alla strada “quello è il mio ombrello!!”.
Perché se non li becchi con le mani nel sacco o sull’ombrello, negheranno sempre, diranno che il marcio sta solo in Danimarca, mai in casa loro, nei loro rapporti.
Come adesso, proprio di fronte a me, che il commesso sfoggiando una vistosa fede nuziale al dito, non la smette di elogiare una madre con prole a seguito che tutta ringalluzzita, gli tiene ben bene il gioco.
Eppure io ho visto l’anello, l’avrà visto anche lei no?
Voi direte “va beh scherzano, che male c’è?” Bah forse niente, in fondo è come un ombrello lasciato fuori, che male c’è se ne prendo uno anche io quando nessuno mi vede?” Lo fanno tutti!
E così, a forza di prendere ombrelli o consorti altrui e a minimizzare sempre tutto, ci si ritrova a non capire più quali siano i limiti in cui poter agire ma soprattutto, a non sentire più l’ormai rimpianta coscienza che ti frenava a priori il desiderio di appropriarti di qualcosa in nome della virtù di un accordo, una promessa o di una parola data.
Ora pare vada di moda la coscienza after market: se mi scoprono, mi prenderò le mie responsabilità, ma fino a quel momento, al diavolo tutti, io me la gioco.
Sapete forse cosa ci ha rovinato? Il carpe diem, il credere che il soddisfare un desiderio di oggi valga più di qualsiasi emozione ormai andata, della vergogna ormai al minimo sindacale visto lo sdoganarsi di corna e di patti violati di questi tempi.
Mi sembra che la gente continui ossessivamente a domandarsi “ma sono veramente felice?” E ho il dubbio che lo faccia più che per interrogarsi seriamente, per darsi un alibi qualora decidesse di compiere scelte insensate.
Sento spessissimo ripetere “sono giovane, devo provarci, non posso accontentarmi, devo essere felice, non posso perdere il mio tempo e poi rimpiangere ciò che non ho fatto” come se tutto ciò che hanno avuto fino ad oggi, tutto d’un tratto non sia abbastanza, che là fuori, ci sia un mondo pieno di occasioni a cui non poter rinunciare proprio ora.

Mai nessuno che prenda queste stuzzicanti opportunità e questo ritrovato turgore per migliorare i rapporti che ha in corso.
Sbam! Si chiude la porta e si gode l’encomio dell’incerto avventuroso tutto da solo.
Un po’ come Pinocchio quando accetta di andare nel paese dei Balocchi: si spiaccica al muro il grillo parlante, si tira un vaffa alla Fata Turchina e via con Lucignolo verso nuove avventure.
Eh si sa, come è andata a finire…asini!
Insomma…ricapitolando, ecco il succo del discorso: tutto filerebbe diversamente e sicuramente meglio se, anziché rubarmi l’ombrello, una mi aspettasse fuori e mi chiedesse di accompagnarla fino a casa o alla macchina piuttosto che fregarmi e andarsene egoisticamente asciutta solo lei.
Idem per questo commesso che potrebbe tornare a casa da sua moglie e dirle in faccia che vuole qualcosa in più utilizzando tutta questa energia per rinsavire il loro rapporto anziché disperderla in altri cento senza senso.
Le più grandi opportunità e la ricerca della felicità non si basano mai sul fregare il prossimo o il dimenticarsi l’importanza dei rapporti umani.
E di che si dica, di un disonesto o di un fedifrago non si narrano mai vite piene di soddisfazioni.
Ah già, mancano quelli dei motel.
No per quelli lascio perdere, ci penserà qualche malattia venerea a fare giustizia.

Eh sì lo so, rosico di brutto!

Se trovassi una lampada e sfregandola venisse fuori un genio che mi chiedesse di esprimere 3 desideri, stasera sarebbe questi:
1) un gene modificato che produca solo donne dell’Est con femori lunghi al massimo 5 cm, praticamente un’intera stirpe di nane cosacche cosicché spariscano dalla strada tutte queste sovietiche alla guida di Suv da 2800 kg, che poi a me tocca sgranare un rosario intero coi denti mentre provano a parcheggiare in uno spazio grande quanto la cuccia del mio cane maltese.
Perché voi uomini, totalmente rincoglioniti ormai da ormoni in travaso perenne, per ringraziarle dei loro servizietti, gli date in mano bolidi da 100 mila euro che loro manco sanno dove si accendono i tergi, figuriamoci le frecce.
Basta, da oggi tutte nane ed in giro se vi va di lusso con la Uno45, vi voglio vedere con la spalla di fuori a forza di tirar su finestrini a manovella…

2) una macchina che non si accenda se la guidatrice indossa occhialoni scuri da vamp quando fuori c’è già buio alle 10 la mattina, in modo tale che non stiamo 6 ore fermi col semaforo verde perché tu accecata di Sorrento non vuoi farti vedere struccata.

3) un dispositivo mobile che all’occorrenza invii una scarica elettrica ogni volta che un pedone osi solo pensare di schiacciare quel maledetto pulsante al semaforo della statale, mentre con ghigno malefico ti osserva arrivare ed inchiodare..te lo strappo quel ditino putrido!!

Donne fatevi mantenere che ci guadagniamo tutti!

Ci sono donne che non dovrebbero lavorare nel commerciale.
Di più, non dovrebbero proprio avere contatto col pubblico in generale.
Anzi, non meriterebbero di avere alcun contatto con nessuno.
Io sono la prima che promuove il rispetto per la donna, ma vi giuro che a volte, due sberle su quella faccia di cazzo antipatica, rugosa, incazzosa peggio di un pitbull castrato, ve le meritereste proprio.
Perché come uso dire nel mio slang peggiore “io non dico di dare il culo al cliente, ma almeno un po’ di petting, glielo vuoi fare??

Non fare alle altre ciò che non vorresti sia fatto a te

Cara Sara,
ho deciso di scriverti questa lettera per testimoniarti la mia più sincera affezione, sia al tuo caso che a quello del tuo ex amante ora compagno Logli.
Negli ultimi anni, agli arbori della scomparsa di Roberta, tu sei sempre apparsa come la piccola ragazzina indifesa, manovrata da abili mani mature e persuasa a compiere atti impuri in nome del sentimento più nobile quale può essere il vero amore.
Abbiamo snocciolato con te i 7 anni di relazione, passami l’aggettivo, incestuosa tra te e lui, da quando appena ventenne, incontrasti questo maturo quarantenne e te ne innamorasti.
Entrasti in questa famiglia, diventasti una delle migliori amiche di Roberta e cominciasti ad essere l’amante del marito.
Per carità, giovane e bella come eri, non ti deve essere stato poi così difficile.
All’inizio delle varie inchieste, venne fuori tutto il tuo dolore per questo tuo ruolo relegato a comparsa periodica, quando tu, in quella casa, avresti voluto essere l’assoluta protagonista.
Assistesti in silenzio alla loro vita quotidiana sperando un giorno che quella vita diventasse tua.
Ti prendesti cura dei loro figli, lavorasti al loro fianco e cercasti di farti voler bene come una di loro.
In cuor nostro, intendo di noi donne col doppio dei tuoi anni, forse abbiamo persino giustificato un gesto che a tutti gli effetti fa rabbrividire: fare l’amicona e tradirci alle spalle.
Poi, però, negli ultimi mesi, questa liason ha preso più i contorni di una storia frugale, che di amore aveva ben poco: lettere infuocate tra te ed il Logli dove di frasi sdolcinate non ve ne era la benché minima traccia, solo squallidi batti e ribatti sessuali.
Non solo.
Email in cui due amanti discutono su una moglie che è d’intralcio, una sorta di palla al piede di cui non si sa come liberarsene.
E questa sorta di amorevole nebulosa che aleggiava sopra la tua giovane testa ad un certo punto si dissolse e svelò una Sara diversa: una ragazza che sapeva benissimo cosa voleva e non mostrava il minimo scrupolo per ottenerlo.
In effetti ora, questa nuova connotazione che ti vede più cattiva che buona, ti sta alla perfezione, perché diciamocelo francamente, la bella innamorata strideva un po’ con anni di gomito a gomito con la moglie del tuo amante.
Per fare l’amicona mentre ti sbatti suo marito, ci vuole un fegato così, mica un cuore grande.
Per ascoltare la moglie confidarti dei sospetti di tradimento da parte del marito e magari consolarla quando sapevi di essere proprio tu la causa di quel dolore, beh fammelo dire, puzza più di indole hitleriana che di Pollyanna.
E per non farsi mancare nulla e completare un quadretto malefico, come ciliegina sulla torta, la moglie scompare in maniera tragica e tu a distanza di tre mesi, decidi di trasferirti in pianta stabile a casa sua, nel suo letto, coi suoi figli.
Ma ecco, che la giustizia divina a cui tanti non credono, per una volta si mostra in tutta la sua magnificenza.
Ottieni quello che vuoi ma nel peggiore dei modi.
Un uomo indagato per omicidio e scansato da tutti a cui tu fai da balia più che da compagna di vita.
Un fisico che non reggendo allo stress si trasforma in un impietoso contenitore, sformato e appesantito da sensi di colpa per il misfatto compiuto e che ormai, è sulla bocca di tutti.
Infine, mercoledì sera viene diffusa a milioni di spettatori la notizia che oltre a te, il tuo puro amante, quello che tu facevi impazzire coi completino intimi regalati dalla povera e ingenua Roberta, frequentava prostitute.
Cioè, tradotto in poche parole, pagava per andare con altre quando avrebbe potuto avere te gratis. Terribile….
Sai la prima cosa a cui abbiamo pensato?
No, non è quanto ti stia bene, anche se in effetti non si può di certo provare compassione per una che uccide seppur metaforicamente un’altra donna.
È stato: per fortuna Roberta non ha dovuto assistere a tutto questo schifo mentre tu ora, con la vita rovinata e probabilmente un grande amaro in bocca, dovrai convivere con questa verità, con un castello di bugie che lui ha costruito ma a cui tu hai ampiamente partecipato.
Ti faccio tanti auguri per la tua nuova vita, finalmente sei riuscita a realizzare il tuo sogno: diventare tu la nuova Roberta; mi sembra che ora tu ingrassata, invecchiata, senza più una famiglia alle spalle e tradita sia l’epilogo perfetto.
Non si potrà mai costruire la propria felicità sul dolore altrui e come si usa spesso dire, non fare agli altri ciò che non vorresti sia fatto a te.