Facebook come entità a sé stante

Assisto all’ennesima discussione sterile: facebook rovina i rapporti.
E mentre queste parlano, mi immagino Facebook come un essere senziente, capace di intendere e di volere. Lo vedo vestito da Mefistofele, con un’ascia in mano, pronto a troncare rapporti decennali con un ghigno malefico.
Eppure sta storia non mi quadra: in 7 anni di iscrizione qui, non ho mai visto un passivo decadimento degli iscritti, nessun plagio mentale tipo Scientology.
Quello che ho visto qui è ben diverso. Ho visto persone che hanno usato questo strumento per iniziare una ricerca spasmodica di relazioni veloci e frugali, mandare messaggi nascosti e squallidi per accalappiare la scollata tettona di turno.
Ho visto gente con la fede al dito, chattare di notte nascosto in bagno, lamentarsi con estranei delle mancanze più private come se si aprissero al loro migliore amico.
Ho visto donne cercare compagni di chat pronti a inondarle di complimenti, accontentarsi di sentirsi belle e amate da estranei piuttosto che affrontare i problemi faccia a faccia col marito. Come se l’importante fosse solo sentirsi amate e non amare.
E vedere poi che quel rapporto da favola, fatto di alambicchi e leccamenti vari, divenisse invece l’ennesima relazione extraconiugale da primo pomeriggio due volte al mese.
Che squallore, se penso che un’estranea sapesse tutto di me, delle mie nevrosi, dei miei litigi, del mio girare trasandata in casa o della mia depressione post parto.
E che tristezza, constatare che allo stesso modo, molti mariti passano da impotenti o descritti come poveri disgraziati che il godimento di una donna non sanno nemmeno da dove comincia.

Anni di rapporto svenduti in messaggi fugaci senza nemmeno dare la possibilità di replica, spiattellare una vita insieme al primo che arriva per raggiungere un fine individuale: portarsi a letto qualcuno .
Questo per me è il vero tradimento, il vero schifo a cui assisto: sputtanare i propri compagni per crearsi un alibi, per sentirsi giustificati mentre si varca la soglia di un Motel di periferia, come a dire “ci hanno costretto loro!”.

Non è colpa di Facebook se siete degli stronzi incapaci di prendervi le vostre responsabilità, sarete pure abili affabulatori in grado di costruirvi un castello fatto di giustificazioni e di moratorie etiche, ma come persone rimanete solo dei grandi codardi.

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