Ci avete mai fatto caso?

Le donne possono essere distinte in tre gruppi come le colonne dell’architettura greca: trovi la sciapa ionica, quando la semplicità dal capo ai piedi sfiora la sciatteria; l’eccessiva corinzia, dove i fronzoli e le decorazioni superano la base diventando protagonisti indiscussi di tutta l’opera ed infine l’equilibrata dorica, una base semplice con una raffinata decorazione finale

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Aridaje con ‘sti cani…

A voi che combattete ostinatamente l’abbandono dei cani come se fosse l’unico problema al mondo vorrei dire questo: dormite pure sonni tranquilli…tra un po’ con sta crisi i cani non li abbandonano più, se li mangiano….

Un buffet è più letale dell’Ebola

È evidente che un buffet risvegli nell’uomo l’istinto primordiale di lotta per la sopravvivenza: qualcuno sta privandoti del tuo cibo e tu farai di tutto per arrivare prima e prenderne il più possibile. Che tu sia notaio o carpentiere non farà alcuna differenza: salterai dove possibile gli avversari, mangerai di fretta per poter riempire nuovamente il piatto e guarderai male chiunque oserà appropriarsi dell’ultimo pezzo di dolce. E quando rispunta la cameriera con un nuovo vassoio, in sala cala il silenzio e tutti gli occhi sono puntati su di lei. Occhi sbarrati ed espressione delusa: quello però io non l’ho preso, non è giusto, devo correre là subito prima che finisca! Addirittura, c’é gente che maneggia due piatti alla volta e si specializza nella piramide di cibo: sotto quelli più solidi e sopra i molli…praticamente un misto di lasagne, salumi e riso freddo e sopra accanto all’arrosto, un assortimento di bignè alla panna.
Per i più ansiogeni poi scatta la paura di mancanza di cibo e si piazzano fuori dalla sala già alle 11 di mattina, felici come bambini di potersi strafogare anche senza fame.
I più scaltri inoltre, sempre per il terrore di non essersi nutriti a sufficienza, arrivano con borse capienti nascondendo all’interno panini fatti in fretta e furia, krapfen schiacciati e frutta con buccia; mettono al riparo il cibo dai predatori e lo consumano poi in solitudine nel loro nascondiglio. Un po’ come fanno i cani quando sotterrano un osso…..
Niente come un buffet svela all’umanità che il nostro percorso evolutivo in fondo, girato l’angolo, non si discosta poi molto da quelli a cui lanciamo le noccioline; certo, noi ci vestiamo meglio.

Niccolò e i suoi pestiferi fratellini

Niccolò, cinque anni, si alza in piedi sul lettino ed urla a pieni a polmoni. Sapete quell’urlo liberatorio, quello che arriva alla fine di un periodo di enorme sopportazione, quello che proprio ti scoppia dentro e tu non riesci più a domare. È il bambino più grande, il primogenito, ha due fratellini gemelli che possono avere al massimo due anni. La nonna lo ha appena sgridato perché non ha dato ad uno dei due un grissino. Ma si capisce benissimo che il problema non è affatto quel pezzo di pane duro. Ecco in sintesi il suo discorso, ovviamente col lessico di un bimbo, ma vi assicuro, molto chiaro.
“Adesso basta, io non ci sto, stavolta no. Non è giusto che loro l’abbiano sempre vinta solo perché sono piccoli, anche io sono piccolo se gioco con Andrea e sono più piccolo anche di te. Non è colpa mia se mamma e papà hanno deciso di avere pure questi due, non me l’hanno chiesto e non è un mio problema se sono arrivati dopo. Io ho il diritto di mangiarmi tutto il pacchetto e loro di starsene zitti aspettando di avere cinque anni e di meritarsi di mangiarselo tutto. Io non li volevo e non devo sopportarmeli. Loro (mamma e papà) dovevano capire che ne potevano capitare due e fermarsi. E poi, nonna, se ne arrivasse un altro, sei proprio sicura che questi due gli darebbe un grissino? Secondo me no, guarda che a me non danno mai niente, questi sono così ora e lo saranno per sempre perché tu non gli spieghi mai cosa possono e non possono fare dandogliele sempre tutte vinte. La colpa sarà vostra se ne arriva un altro e lo farete piangere, pensaci la prossima volta che vorrai sgridare me anziché quei due! “

E mentre assisto a bocca aperta a questa immensa testimonianza di sfogo liberatorio, penso a quanta gente vorrebbe alzarsi in piedi sul lettino e gridare che cazzo hai portato a fare tua madre con noi, no sul lungomare a passeggiare pure oggi non ci vengo, cazzi tuoi se ti sei strafogata come un maiale e sì, porto il telefono in spiaggia e non è vero che devo lavorare, ma piuttosto che parlare con te, preferisco mandare messaggi ai miei amici, almeno mi faccio due risate e non penso a quanto sei noioso tu ed il tuo eritema, tu ed il tuo mal di schiena, l’ allergia e poi la sabbia sull’asciugamano, la doccia non è calda e l’acqua è troppo fredda o il mare troppo mosso.
Comunque Niccolò si è riseduto e ha finito di mangiarsi fiero tutti i grissini, i due gemelli hanno pianto e lui se ne è beatamente fregato. Bravo, niente da dire, cresci così che di tempo per sacrificarti per degli stronzi ne avrai fin troppo da grande.

Piove, senti come piove, madonna quanto piove!!

Ok, facciamolo diverso.
Potrei semplicemente scrivere che mi sono triturata i maroni di questa pioggia, ma credo sarebbe il milionesimo stato con questo andazzo.
Primo: sfatiamo il mito del fatto che sembri novembre: no cari miei, nemmeno a novembre avremmo mai avuto dieci cm di acqua fuori dalla porta, quindi basta con questo paragone e nemmeno con gli altri 11 mesi, qui si parla di nubifragio, del diluvio universale che persino la foresta Amazzonica se lo sogna.
Qui si fa concorrenza ad Atlantide: tra mille anni un sub amatoriale facendo snorkelling noterà un ombrello spuntare da un fondale, chiamerà rinforzi e scavando tra i detriti, porterà alla luce la pianura bergamasca.
Tra i vari fossili troverà me con la mano sul collo ed i capelli crespi.

Odiavo ai tempi della scuola i viaggi studio in Inghilterra a luglio/agosto , giravo col bomber per Londra come un San Bernardo inzuppato, faceva un freddo boia e quando chiamavo a casa, erano fuori a mangiarsi un gelato in canottiera. Dopo 20 anni volete dirmi che è la mia penitenza perché dicevo if I am al posto di if I was?
Se passa un’altra volta la pubblicità del Polase in cui si incita il reintegro dei sali minerali persi, gli butto una bomba, l’unica cosa che ho perso quest’estate è la piega.
Io me li ricordo i temporali estivi, mica sono questi: due trombate, uno scroscio e dieci minuti dopo, tutto era finito…qui se inizia devi chiuderti in casa a doppia mandata perché con le botte che dà, ti suona pure il citofono.
Beeeep!
Chi è???
Apri sono il diluvio!
Ma come il diluvio? Ancora? Ma se hai finito 5 minuti fa?
Mi sembra che non ti sia bagnata ancora abbastanza..
Come no? Mi strizzo la colonna vertebrale a momenti….
Prendila positivo, non bagni il giardino!
Eh no che non lo bagno, ci ho le primule coi braccioli e le formiche che hanno aperto uno chalet!
E come la mettiamo con tutti i soldi che risparmi non usando l’aria condizionata?
Sì ma sto spendendo milioni in Voltaren e massaggi, tra poco la cervicale si stacca e va a prenotarsi un volo ai Caraibi da sola…
Esagerata, per un po’ di acqua, su su un altro po’, dai apri!
Un po’ di acqua???
Ero in macchina ieri sera e non capivo se dovevo mettere la terza o lanciare l’àncora….un povero Cristo a piedi ad un certo punto ha lanciato via l’ombrello, si è buttato a pancia in giù ed ha iniziato a nuotare a farfalla, si è fatto tutto il Sentierone in 1.2.00″ che quando la moglie gli ha aperto la porta, ci ha picchiato su i piedi, si è girato ed è ripartito!

E per fortuna, il Tg ha detto che settimana prossima inizia l’estate…giusto in tempo per tornare al lavoro e guidare sotto il sole cocente tutto il giorno….mi pare giusto….

Tu hai vinto tutto, lo dico sul serio…

Io vi invidio, ve lo confesso…voi che chiamate il 48182 per rispondere al cultural quiz di oggi “le cime di Lavaredo sono montagne o verdura?” Ma soprattutto invidio voi, che scegliete verdura. Voi sì che avete capito tutto dalla vita. Se non vincete il montepremi in gettoni d’oro, chiamatemi, dieci euro ve li regalo volentieri.