Oggi faccio gasolio dal solito tipo, abbasso il finestrino laterale e gli dico “il pieno grazie” mi fa un cenno con la testa e apre lo sportellino. Mentre il serbatoio si riempie, mi domando perché non scendere e scambiare quattro chiacchiere, dopo tutto, sono mesi che mi fermo qui e forse pensa che io me la meno o sono scorbutica. E poi è bello conoscere nuova gente, sa di buono e fa bene all’umore. Scendo e mi avvicino. “Bella giornata vero?” dico io, ” cenno della testa” fa lui…cazzo mi viene un flash: vuoi vedere che è sordomuto? Mò che faccio? Mi rinfilo in macchina e facciamo che non ho detto nulla? Non posso dai, mi dico, ci rimarrebbe male… Lo guardo, mi guarda, non parla, non parlo….sollevo il braccio e comincio a gesticolare pesantemente, spinta dal rimorso di non essermene accorta e dal fatto che ormai mica posso fargli vedere che me ne frego così! Il problema è che forse stavo gesticolando e basta, non so più cosa dirgli, quindi resto in piedi di fronte a lui come una pazza a braccia ormai alzatissime stile YMCA dei Village People e poi, non solo, sorrido pure perché voglio trasmettergli la mia comprensione, cioè voglio spiegargli che ci tengo veramente a comunicare con lui…la pompa si ferma, la estrae e mi fa ” quando ha finito di trattarmi come uno scemo, sono 98 euro”. Ok, non tutti hanno voglia di socializzare con te Elena, fattene una ragione
Autore: Ella76
Candidarsi sì, candidarsi no, a voi la scelta!
Ho stilato una lista con dieci validi motivi per candidarsi alle prossime amministrative:
1) fai delle belle foto che poi potrai sfruttare anche per altri intenti ( escluso ovviamente l’unico con un epitaffio accanto)
2) dimagrisci senza bisogno di fare diete soprattutto se ti schieri con Lamera; il concetto “mangiare” e “vediamoci 5 minuti” con lui assumono un significato perverso.
3) alcune persone ti tolgono il saluto, il che ti fa rimpiangere di non esserti candidata prima; stando ai miei calcoli, con due o tre candidature azzeccate, ti rimarrà solo tua madre, forse, non è detto…
4) sconosciuti ti fermano per strada e ti dicono che non ti voteranno mai e questi onestamente, detto tra noi, sono gli stessi che io non voterei mai qualora si candidassero un giorno, quindi siamo pari.
5) ancora sconosciuti imperterriti che ti fermano per strada e ti dicono che ti voteranno solo se gli farai costruire una piscina in giardino, allungare il balcone e rilasciare il passaporto thailandese al figlio; credo ci sia un po’ di confusione su cosa possa fare un consigliere e cosa invece fa un mafioso, spero che questo punto verrà chiarito un giorno.
6) durante le campagne elettorali, l’erba cresce spaventosamente, prende vita e assale i cittadini per poi ritornare ad un praticello innocuo terminate le votazioni. Potremmo rimboscare intere aree forestali se facessimo elezioni ogni anno, pensateci.
7) qualcuno viene al tuo evento solo per dirti quanta gente c’era a quello del concorrente mettendoti addosso un’ ansia tale che a quello dopo obblighi anche tuo nonno con il treppiedi a partecipare e a rimanere almeno fino a mezzanotte, lì fermo in piedi sulla piazza, al freddo e con una bandierina infilata nel taschino.
8) qualcuno viene al tuo evento e ti rimprovera perché di là hanno fatto i panini col salame; lo ammetto, l’ho sottovalutato, ma da oggi non farò mai mancare il panino col salame, lo metterò ovunque anche nelle bomboniere e nel panettone.
9) per un mese intero vedi quelle 111 persone ovunque, persino nei bagni, qualsiasi sia l’evento: raccogliere erbette selvatiche, manifestare contro l’alluce valgo, assistere alla recita dei bimbi di qualcun altro e persino alla tua riunione di condominio e sempre con la stessa espressione del tipo “io no, figurati, passavo solo di qua” .
10) ti diverti, ti arrabbi, resti delusa e poi commossa, ti appassioni e speri, ci credi e poi insisti, ti stanchi ma non cedi, vinci e poi perdi, insomma vivi, mica patatine eh…
Sicuramente ne vale la pena. Se avete un sogno perché non provare allora: crederci sempre, arrendersi mai
Sì, d’accordo ma poi..tutto il resto è noia…
Finalmente l’appartamento al piano di sotto ha trovato nuovi inquilini.
Ovviamente il trasloco si fa il sabato e la domenica. Per le scale si sente solo “amore lo prendo io, tu stai lì, tesoro questo dove lo vuoi, cucciolo sei stanco?” E via così, da due giorni. È alquanto lampante che si tratta di una giovane coppia che ha scelto quell’appartamento come primo esperimento di vita comune.
Certe frasi non le sentivo dal 1997, tutt’al più, nel mio condominio si sente “cazzo non hai messo la macchina in garage? ” intanto che esci, porta almeno fuori l’immondizia!” quindi questa nuova ventata di romanticismo, sta destabilizzando il nostro vivere comune. Sì perché ti catapulta in una realtà a cui non pensavi più: i primi anni di vita insieme. Quando sei così felice nonostante siano 24 ore filate che pulisci e scarti pacchi, che non stai a guardare se tu fai sette volte più di lui, quando non vedi l’ora di andare insieme a fare la spesa per preparargli il suo piatto preferito e terminare la giornata inaugurando il talamo conviviale più che nuziale. Scendo le scale avvolta da continue risate e rumorosi commenti dolciastri quando incrocio quella del piano quarto: ci guardiamo con quel mezzo sorrisetto come per dire “dagli sei mesi e cominciano a litigare per l’indifferenziata” . Brutto da dire lo so, ma terminato il trasloco, messo apposto tutto e saltato una decina di volte sul letto, si sa come finisce. Si incolla sul frigor il calendario del ritiro rifiuti settimanale, si decide che non si può mangiare tutte le sere la stessa cosa, ci si accorge che in quel nido d’amore uno fa molto meno dell’altro, che la tv accesa a mezzanotte dà fastidio, che non è possibile tornare la sera e non parlare mai, che se tu vai in palestra allora io esco con gli amici, che dormire con uno che russa non è bello, che se tu fai la doccia non puoi usare tutto il bagnoschiuma perché poi io come faccio, che se tu vuoi guardare la partita, allora io vado di là e tu vieni dopo….e gli orari di rientro serale si allungano, sparisce quella frenesia di correre a casa e tutto si calma, per le scale e dietro la porta.
Che se ci pensi bene, una bistecca in più potresti pure mangiarla, che la partita tutto sommato potrebbe pure piacerti, che se russa un po’ non muore nessuno, che se non parla, forse è solo stanco e che se la casa non è così in ordine, non verrà la polizia ad arrestarti.
Alberoni nel suo libro “appunti sull’amore” sostiene che il sentimento mancante viene spesso colmato dalla critica; quando non si è più interessati all’altro a prescindere, la tua mente risponde attuando un piano diabolico: mi interessi ancora, non voglio rinunciare a te e te lo dimostro chiedendoti di cambiare come sei, per tornare ad amarti come eri.
E si comincia a parlare di amore a tavolino: tu da oggi fai così, io da domani faccio cosà e cerchiamo di ritrovare quello che ci faceva emozionare prima senza pianificazioni né strategie, che se ci pensate bene, è un controsenso mostruoso…
Perché lasciarsi è devastante, non è solo una sconfitta personale, è un lutto sociale e molte volte, piuttosto che ammetterlo e arrendersi, ci si accontenta di non essere felici in due. E sul frigor, accanto al calendario dei rifiuti, appare un altro vademecum immaginario: le regole del vivere bene insieme, dal c’eravamo tanto amati al cerchiamo di sopportarci facendo del nostro meglio.
Arrivo nell’atrio e lì incrocio : sporchi di polvere, carichi di scatoloni, distrutti fisicamente, ma tanto felici. Speriamo che non dimentichino mai l’amore di questi giorni.
Tutte brave persone da morte….
Scaletta dell’aereo, in fila indiana in attesa di arrampicarci, donna con un bimbo in braccio e valigia, inizia a piovigginare.
6 cazzo di manager con valigetta, smartphone e piglio quasi infastidito come se qualcuno li avesse obbligati a prendere questa compagnia. Secondo voi. Tra 6 uomini ed io, chi ha dato la precedenza alla donna?? Secondo voi, chi si è offerto di aiutarla con la valigia? Single a vita, non meritate nemmeno la mia email di yahoo, quella che uso per lo spamming….idiote quelle donne che si accontentano di cafoni del genere.
Se cadesse l’aereo, sappiate che quei 6 seduti dal 3 f al 4 a erano dei grandi maleducati, non credete a nessuno che vi dirà che erano bravi uomini. Ciao!
L’avvento della Bre.be.mi
Ve lo dico così papale, papale….vi rendete conto che è un semplice casello autostradale, che non è il caso che ci portiate stasera i bambini a vedere il telepass giallo, che non c’é bisogno di farsi la foto sotto il cartellone verde come se foste Neil Armstrong e compagnia bella appena sbarcati?? Ma soprattutto, vi rendete conto che avete speso una barca di soldi oggi per provarla (ma provare esattamente cosa poi?) quando la stessa strada la facevate gratis? Bre.be.mi e non tocca manco una delle tre città! Oh mi raccomando, domani tutti fuori da quello di Rovato, mi hanno detto che ha delle sbarre da urlo!!
Rimmel…
Sei una foto appesa al muro, un dolce ricordo di una vita trascorsa, una risata che scoppia senza un motivo apparente, una lacrima che scende nascosta nella mente. Chissà quanti di noi ora si ritrovano appesi ad un muro di una stanza oppure celati in un cassetto, spostati nei cartoni dei vecchi cd da una casa all’altra, strappate dalla gelosia di nuovi partner o sopravvissuti in qualche album di famiglia dietro a foto meno compromettenti. Scatti una foto e non sai che fine farai: se la tua espressione buffa verrà ricordata per anni, toccasana di serate malinconiche o guardata con l’odio di una felicità perduta. E quando qualcuno di sconosciuto la scoverà e domanderà chi sei, l’altro alzando le spalle dirà “niente un’amica, tanti anni fa” . Ma più si accentuerà quell’interminabile distanza temporale che divide oggi da ieri e più quell’amica assumerà maggiore importanza. È ancora li, sotto tutto, non in primo piano certo, impolverata e malmessa, ma c’é nella mia vita, in quello che è cambiato e sono diventato; un po’ come accade nella nostra mente. Fai una foto oggi per fissare un momento felice, la terrai poi per non dimenticarlo domani.
La miglior sintesi per una donna felice
Il miglior correttore che una donna potrà mai scegliere di mettersi in faccia è la felicità.
Avviso alle naviganti con anello: non mollatelo!
Una mia amica oggi mi ha chiesto “secondo te, dovrei separarmi?”
Volevo dare un consiglio spassionato a tutte quelle donne quarantenni che vivono un momento di incertezza nella loro vita di coppia e magari, stanno accarezzando l’idea di separarsi e rimettersi in gioco: non fatelo, state ferme dove siete, non avete idea di ciò che ci sta in giro, potrebbe tranquillamente andarvi peggio di quel peggio che voi possiate pensare di avere ora. E non lo dico per evitare l’accumularsi di concorrenza che comunque è già presente vista la fornicazione che non ferma di certo le persone coniugate. Lo dico per il vostro interesse: siete fuori dai giochi da troppo tempo, dimenticatevi tutto, non funziona più come negli anni 90, nessuno vi verrà a prendere a casa, nessuno vi farà più la corte o si dichiarerà. Figuriamoci, coi tempi che corrono è già tanto se vi manda un messaggio senza usare WhatsApp, sperando poi, che con quel messaggio (gratis) non vi stia pure scaricando.
Vostro marito non vi ama più come prima? Perché là fuori credete che appendano gli striscioni quando passate? È tutto un marasma, ma soprattutto è un capire senza dire. Dovrete capire da sole quando non è aria, quando è arrivato il momento, qualsiasi momento, dal cedere al dileguarsi. Non vi è segnaletica sul percorso, dovrete arrabattarvi alla meglio e sperare di azzeccarli tutti. Nostradamus al confronto era un pivello, qui si parla di magia nera ai massimi livelli, qui c’é da decodificare il Codice da Vinci avendo in mano le istruzioni dell’Ikea… Ma poi non è più il tempo delle mele, i lenti in discoteca non esistono da decenni, la frase mi vieni insieme è sepolta quanto un fossile del Mesozoico, gli uomini vanno con gli uomini, le donne dicono ti amo ad altre donne, gli amici si chiamano così ma poi vanno a letto insieme, i ristoranti hanno pochissimi tavolini da due perché figuriamoci se già vostro marito non vi ci porta più, uno di questi lo farà mai. Vi ci vedete al sabato sera aspettare ore sedute al tavolino di un bar qualcuno che venga a fare la vostra conoscenza? Vi raccattano quelli dell’immondizia il giovedì dopo…Se chiedi vuoi uscire con me, li spaventi a morte, se gli chiedi ci vediamo ancora? Stai minando la loro indipendenza, se dici mi piaci, ti sei montata la testa e stai correndo troppo. Se provi la tattica estrema del farti cercare, credi che innescherai un desiderio di rivalsa? Certo si rivarranno su tutte le altre, poco ma sicuro. Muta in eterno sarebbe un’ottima strategia, tanto, vedi sopra, mica ti telefonano. Finireste per adottare un cagnolino cieco e aspettare il mercoledì Chi l’ha visto per vedere facce di qualcuno disperso sperando di averlo incrociato in stazione. Cara amica, come risposta può bastare? Ora vado che inizia Chi l’ha visto.
In Spiaggia 3 : la sfida finale alla forza di gravità
Uno slip alla brasiliana non andrebbe mai abbinato ad un culo all’ eschimese….
In spiaggia 2: la vendetta della colita
Punto 1) è acquagym, non Lourdes.
Punto 2) è l’Adriatico, non Cocoon.
Punto 3) è Mueve la Colita, non muve la colica.
Punto 4) non c’é bisogno di ballare come una prostituta dell’Est.
Punto 5) avrai consumato 24 kcal, il bombolone dopo non è giustificato.
Punto 6) i cori da stadio al richiamo di Asì Asì per gli uomini e Ai Ai per le donne non vi rendono persone migliori, quindi non c’è bisogno che vi sentano fino in Albania.
Punto 7) se la danza non ce l’hai nel sangue, figurati in acqua.
Punto 8) se salti a piè pari e sbaciocchi tutto a quel modo, domani vieni con un costume più contenitivo, altrimenti spaventi i bambini.
Punto 9) se alzi le braccia per fare “aiemciei”, depilati la sera prima.
Punto 10) il trenino finale dovrebbe deragliare ogni mattina se esistesse una giustizia divina